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17/07/2026 - News

Analisi Legionella: metodo classico o PCR, costi, tempi di risposta e obblighi di legge

Quando devi commissionare un’analisi per la Legionella, ti trovi davanti a una scelta che non è solo tecnica: metodo colturale classico o PCR? Qual è la differenza, quale conviene nella tua situazione e quanto costa? E sei davvero obbligato a farla?

Qui trovi le risposte dirette, senza tecnicismi inutili.

Perché si analizza l’acqua per la Legionella

La Legionella è un batterio che prolifera nell’acqua ferma o tiepida, preferibilmente tra i 25 e i 45 gradi. Gli impianti idrici degli edifici con tratti a bassa circolazione, le torri di raffreddamento, le docce e le vasche idromassaggio sono gli ambienti dove si trova più spesso.

Non si trasmette bevendo l’acqua, ma inalando aerosol contaminati: nebbie fini come quelle prodotte da docce, umidificatori o torri di raffreddamento. Per la maggior parte delle persone sane l’esposizione può passare inosservata. Per anziani, immunodepressi e pazienti con patologie respiratorie può diventare una polmonite grave.

L’analisi serve a sapere se il batterio è presente prima che raggiunga concentrazioni pericolose, e a verificare che le eventuali bonifiche abbiano funzionato.


I due metodi di analisi: cosa cambia davvero

Il metodo colturale classico

Il metodo colturale è quello di riferimento previsto dalla norma ISO 11731. Si semina il campione su terreni colturali selettivi e si incuba per dieci-quattordici giorni. Il risultato è quantitativo: ti dice quante unità formanti colonia ci sono per litro d’acqua e di quale specie si tratta.

È il metodo da usare per il monitoraggio di routine, per le analisi da documentare in caso di ispezione e per tutti i controlli programmati nel piano di gestione del rischio. I tempi lunghi sono il suo limite principale: quattordici giorni sono tanti se hai bisogno di una risposta urgente.

Il metodo PCR

La PCR rileva il DNA del batterio direttamente nel campione, senza bisogno di farlo crescere in laboratorio. Il risultato arriva in ventiquattro-settantadue ore. È disponibile in versione qualitativa, che dice se la Legionella è presente o assente, e in versione quantitativa.

È la scelta giusta nelle emergenze, quando serve sapere in fretta, e per le verifiche dopo una bonifica. Il limite da conoscere: la PCR rileva anche il DNA di batteri non vitali, già morti dopo un trattamento biocida. Un risultato positivo non significa necessariamente che ci sia una contaminazione attiva. Per questo viene spesso usata come screening rapido, con il metodo colturale come conferma quando il risultato è positivo.


Costi e tempi indicativi

Il metodo colturale richiede dieci-quattordici giorni lavorativi dalla ricezione del campione. Il costo parte da circa 60–90 euro per campione, a seconda del test specifico — Legionella pneumophila, Legionella spp., quantitativa o qualitativa.

La PCR ha tempi di ventiquattro-settantadue ore. Il costo parte da circa 50–80 euro per il test qualitativo, da circa 90–130 euro per quello quantitativo.

A questi importi si aggiunge il costo del trasporto, che dipende dalla distanza e dalla modalità. Il campione deve essere conservato a temperatura controllata e consegnato entro i tempi previsti dalla procedura: il laboratorio ti fornisce le istruzioni e, se necessario, può effettuare il ritiro direttamente in struttura. Per chi ha un programma di monitoraggio continuativo, i costi per campione calano con i contratti periodici.

Chi è obbligato e con quale frequenza

In Italia non c’è un obbligo universale valido per tutti. Gli obblighi specifici dipendono dalla tipologia di struttura e sono definiti dalle Linee Guida nazionali per la prevenzione della legionellosi, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2015 e aggiornate dall’ISS, e da normative regionali che in alcuni casi sono più stringenti.

Le strutture alberghiere — hotel, B&B, residence — devono effettuare un monitoraggio periodico delle reti idriche calde e fredde, in genere semestrale o annuale. Le strutture sanitarie e socio-sanitarie come ospedali, RSA e case di cura hanno obblighi più frequenti, fino a trimestrali, con procedure specifiche di gestione del rischio. Le piscine e gli impianti sportivi con docce e vasche idromassaggio rientrano in un regime di monitoraggio programmato. Le industrie con torri di raffreddamento o impianti di condizionamento con umidificazione adiabatica hanno obblighi tecnici specifici definiti dalle normative di settore.

Per tutti, le analisi devono essere eseguite da un laboratorio accreditato e i referti devono essere conservati e disponibili in caso di ispezione.

Cosa fare se il risultato supera i limiti

Le linee guida nazionali indicano tre fasce di concentrazione per Legionella pneumophila. Sotto i 100 UFC per litro la situazione è sotto controllo: si continua il monitoraggio programmato. Tra 100 e 1.000 UFC per litro si entra in una fase di attenzione: va rivisto il piano di manutenzione, aumentata la frequenza dei controlli e valutata l’introduzione di misure preventive aggiuntive. Sopra 1.000 UFC per litro scatta l’obbligo di bonifica dell’impianto idrico, con analisi di verifica post-bonifica entro i tempi previsti.

In caso di un caso clinico di legionellosi associato a una struttura, le autorità sanitarie attivano un’indagine ambientale con campionamenti in punti specifici. In queste situazioni il tempo di risposta del laboratorio è determinante.

Le analisi Legionella con Aqagroup

Aqagroup effettua analisi Legionella con metodo colturale e PCR, su campioni di acqua prelevati da reti idriche, torri di raffreddamento, piscine e altri impianti. Il laboratorio è accreditato Accredia, ha sede in Lombardia e copre tutta Italia con servizio di ritiro campioni.

Se non sai quale analisi ti serve, quanti campioni prelevare o in quali punti dell’impianto farlo, possiamo aiutarti a impostare un piano di monitoraggio coerente con le linee guida e con le caratteristiche specifiche della tua struttura.


Domande frequenti sulle analisi Legionella

Sono obbligato a effettuare le analisi Legionella nella mia struttura?

Dipende dalla tipologia di attività. Le strutture ricettive, sanitarie, socio-sanitarie, gli impianti sportivi con docce o vasche idromassaggio e le aziende con torri di raffreddamento devono generalmente prevedere un monitoraggio periodico nell’ambito della valutazione del rischio Legionella. Frequenza e modalità dei controlli sono definite dalle Linee Guida nazionali e da eventuali disposizioni regionali o aziendali.

Meglio scegliere il metodo colturale o la PCR?

I due metodi hanno finalità diverse. Il metodo colturale, previsto dalla norma ISO 11731, è il riferimento per i monitoraggi programmati e fornisce un risultato quantitativo sui batteri vitali presenti nel campione. La PCR offre tempi di risposta molto più rapidi ed è particolarmente utile nelle situazioni urgenti o nelle verifiche post-bonifica. In molti casi i due approcci vengono utilizzati in modo complementare.

Quanti punti di prelievo devono essere campionati?

Il numero di campioni dipende dalla complessità dell’impianto e dalla valutazione del rischio. In una struttura alberghiera, ad esempio, vengono normalmente selezionati punti rappresentativi della rete idrica come serbatoi, docce, rubinetti e terminali lontani dalla centrale termica. Un piano di campionamento corretto è essenziale per ottenere risultati realmente significativi.

Cosa succede se viene rilevata la Legionella?

Le azioni da intraprendere dipendono dalla concentrazione rilevata e dal tipo di struttura. In caso di superamento delle soglie indicate dalle Linee Guida, può essere necessario effettuare interventi di bonifica, aumentare la frequenza dei controlli e aggiornare la valutazione del rischio. Dopo la bonifica è generalmente prevista un’analisi di verifica per confermare l’efficacia dell’intervento.

Le analisi devono essere eseguite da un laboratorio accreditato?

Per garantire l’affidabilità dei risultati e disporre di documentazione utilizzabile in caso di verifiche ispettive, è consigliabile affidarsi a un laboratorio accreditato Accredia. L’accreditamento certifica la competenza tecnica del laboratorio e la validazione dei metodi utilizzati.

Ogni quanto tempo devono essere ripetute le analisi?

La frequenza dipende dalla tipologia della struttura e dall’esito della valutazione del rischio. In molti casi il monitoraggio è annuale o semestrale, mentre per ospedali, RSA e altre strutture con soggetti vulnerabili possono essere richiesti controlli più frequenti.

Posso prelevare il campione autonomamente?

È possibile solo seguendo procedure precise di campionamento, conservazione e trasporto. Errori nella fase di prelievo possono alterare il risultato e rendere l’analisi non rappresentativa. Per questo molte strutture preferiscono affidare il campionamento direttamente al laboratorio.

La PCR può dare risultati positivi anche dopo una bonifica?

Sì. La PCR rileva il DNA della Legionella e può identificare anche batteri non più vitali dopo un trattamento di disinfezione. Per questo motivo, quando è necessario verificare la presenza di batteri vivi e potenzialmente pericolosi, il metodo colturale rimane il riferimento principale.


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