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Nuova normativa in vigore: cambia l’approccio alla tutela della salute umana in tema di acque potabili


È entrato ufficialmente in vigore, dal 1° gennaio scorso, il DM 14 giugno 2017 emanato dal Ministero della Salute e legato al recepimento della direttiva (UE) 2015/1787 relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.

Si tratta di un sostanziale cambiamento nell’approccio di tutela della salute umana in tema di acque potabili, poiché segna il passaggio da un semplice regime di monitoraggio basato sul controllo retrospettivo di un numero limitato di parametri a una vera e propria valutazione preventiva del rischio. Tale rischio sarà inoltre calcolato per ogni singola realtà territoriale, tenendo conto delle sue peculiari caratteristiche e delle sue problematiche specifiche.

In questo modo, sarà possibile conoscere meglio le diverse filiere idropotabili e prevenire eventuali episodi di contaminazione piuttosto che intervenire, a posteriori, su problematiche di inquinamento delle acque.

Il nuovo PSA (Piano di Sicurezza dell’Acqua), introdotto formalmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2009 e adottato in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità, è già stato adottato volontariamente da alcuni importanti Enti Gestori del Servizio Idrico sul territorio nazionale. Tuttavia, esso può essere recepito e messo in atto anche da tutti coloro che presidiano un sistema idrico, grande o piccolo, nonché dalle reti interne degli Edifici.

Vediamo ora le importante modifiche alle norme preesistenti.

 

Le modifiche al D. Lgs. N.31/2001 include nell’Allegato I

Le principali modifiche che tali aggiornamenti hanno portato al D. Lgs. N.31/2001 possono essere suddivise in quattro parti fondamentali, tutte incluse nell’allegato I del DM 14/06/17.

  1. Parta A: relativa alla messa a punto di programmi di controllo delle acque destinate al consumo umano per verificare l’efficacia delle misure di contenimento dei rischi per la salute umana in tutta la filiera idropotabile e la salubrità/pulizia dell’acqua.
  2. Parte B: relativa ai parametri da ricercare e alle frequenze dei campionamenti. Secondo le nuove disposizioni, i controlli dovranno essere condotti sull’intera filiera idropotabile e l’ispezione riguarderà tutte le apparecchiature e infrastrutture per la captazione, il trattamento, lo stoccaggio e la distribuzione dell’acqua. Questi i parametri di base consigliati:
    1. Escherichia coli (E. coli), batteri coliformi, conta delle colonie a 22°C, colore, torbidità, sapore, odore, pH, conduttività.

A questi parametri ne potranno essere aggiunti altri che venissero ritenuti pertinenti per il programma di controllo, per il rispetto degli obblighi di legge o per la valutazione del rischio come indicato nella parte C. I parametri aggiuntivi includono:

  1. Ammonio e nitrito, se si utilizza la clorammina.
  2. Alluminio e ferro, se utilizzati come prodotti chimici per il trattamento delle acque.

Ai parametri di base potranno essere aggiunti, laddove necessario, tutti i parametri previsti all’Allegato I del Dlvo 31/2001 e smi. Per quanto riguarda invece la frequenza dei campionamenti, le nuove disposizioni precisano che i programmi dovranno essere riesaminati ogni cinque anni.

  1. Parte C: relativa alla valutazione del rischio con implementazione di un’analisi del rischio e con la messa a punto di un Documento di Valutazione del Rischio che assicuri che l’acqua consumata sia sicura nel tempo. Tale documento comprenderà:
    1. Comprensione approfondita della filiera idropotabile.
    2. Identificazione di aree e modalità in cui potrebbero sorgere o accentuarsi eventi critici e pericolosi.
    3. Definizione di barriere e sistemi di prevenzione e gestione che evitino l’accadimento di accadimenti critici o che possano quantomeno mitigarne gli effetti.
    4. Garanzia che ogni elemento del sistema lavori in modo appropriato nel tempo.

Il Documento, che dovrebbe essere sviluppato per ogni sistema idrico da tutti gli acquedotti e dalla rete interna degli edifici, ha diversi obiettivi: prevenire o ridurre la contaminazione delle risorse idriche; ridurre ed eliminare la contaminazione delle acque attraverso i trattamenti opportuni; prevenire la contaminazione durante raccolta, distribuzione e manipolazione dell’acqua potabile.

  1. Parte D: relativa ai metodi e ai punti di campionamento.

 

Le modifiche al D. Lgs. N.31/2001 include nell’Allegato II

L’Allegato II del DM 14/06/2017 sostituisce in toto l’Allegato III del D. Lgs. N.31/2001 in materia di specifiche per l’analisi dei parametri dell’acqua potabile. Nello specifico, si richiede ora che laboratori o appaltatori terzi applichino precise pratiche di gestione della qualità nel rispetto della norma UNI EN ISO/IEC 17025 o equivalenti.

I metodi di analisi utilizzati ai fini del controllo dovranno essere convalidati e documentati in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17025 nel rispetto delle caratteristiche prestazionali richieste. Per quanto riguarda invece le acque potabili utilizzate nelle imprese alimentari, i valori di parametro da rispettarsi rimangono quelli elencati nell’Allegato I del D. Lgs 31/2001.

È anche degno di nota l’aggiornamento della tabella sui “Metodi per i parametri microbiologici” ed i nuovi “Parametri chimici e indicatori per i quali sono specificate le caratteristiche di prestazione“.

 

I pacchetti analitici proposti di Aqagroup

In funzione delle nuove disposizioni di legge relative all’acqua per il consumo umano, Aqagroup ha predisposto tre pacchetti analitici.

Pacchetto 1: controlli di routine all’impianto idrico

È finalizzato a fornire informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano, così come informazioni sull’efficacia degli eventuali trattamenti dell’acqua potabile (in particolare di disinfezione). L’obiettivo di questi controlli è accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano o meno ai pertinenti valori di parametro fissati dal Dlvo 31/2001 e smi.

Il controllo include:

  1. Escherichia coli (E. coli), batteri coliformi, enterococchi, Clostridium perfringens (spore comprese), conta delle colonie a 22°C e 36°C, colore, torbidità, odore, pH, conduttività.

In circostanze specifiche, ai parametri sopra indicati vanno aggiunti:

  1. Ammonio e nitrito, se si utilizza la clorammina
  2. Alluminio e ferro, se utilizzati come prodotti chimici per il trattamento delle acque

 

Pacchetto 2: controlli di verifica

Il pacchetto mira a fornire tutte le informazioni necessari ad accertare che i valori di parametro contenuti nel decreto, ad eccezione della verifica di radioattività (comunque aggiungibile su richiesta), vengano rispettati.

I parametri fissati saranno dunque soggetti alla verifica a meno che l’AUSL competente non stabilisca che, per un determinato periodo, sia improbabile che un parametro si ritrovi in un dato approvvigionamento d’acqua in concentrazioni tali da far prevedere il rischio di un mancato rispetto del relativo valore di parametro.

  • Analisi microbiologica: Escherichia coli (E. coli), batteri coliformi, enterococchi, Clostridium perfringens (spore comprese), conta delle colonie a 22°C e 36°C.
  • Analisi chimica: Nitrati, Nitriti, Ammonio, Colore, Conducibilità, pH (Concentrazione Ioni Idrogeno), Ferro, Manganese, Durezza, Disinfettante Residuo (Come Cloro Attivo Libero), Bromato, Cianuro, Idrocarburi Policiclici Aromatici, Odore, Sapore, Ossidabilità, Residuo Secco A 180°C, Benzene, Benzo(a)pirene, 1,2 Dicloroetano, Epicloridina, Tetracloroetilene + Tricloroetilene, Trialometani – Totale, Cloruro di vinile, Acrilamide, Antiparassitari, Antiparassitari Totale, Carbonio Organico Totale (TOC), Boro, Antimonio, Arsenico, Fluoruro, Clorito, Solfato, Cloruro, Vanadio, Selenio, Piombo, Mercurio, Nichel, Alluminio, Sodio, Cadmio, Cromo, Rame.

 

Pacchetto 3: controlli di routine all’impianto idrico per le acque in bottiglia o contenitori

Si tratta di un controllo di routine finalizzato a fornire informazioni sulla qualità microbiologica delle acque per il consumo umano.

È inoltre utile ad accertare se le acque potabili rispondano o meno ai valori pertinenti di parametro fissati dal Dlvo 31/2001 e smi.

  • Escherichia coli (E. coli), Enterococchi, Pseudomonas Aeruginosa, Conta delle colonie a 22°C e 36°C.

 

Contattate gli esperti di Aqagroup per una consulenza dedicata sul tema.

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